Il primo giorno di fiera è partito un po’ a rilento. Quando a Bologna i taxi non circolano, è un po’ come se a Venezia le gondole restassero ormeggiate. A livello soggettivo, il lunedì è sembrato un po’ più tranquillo, anche se la situazione variava da padiglione a padiglione. A quanto pare, molti visitatori del lunedì sono arrivati il martedì, perché – secondo quanto dichiarato dalla direzione della fiera – il martedì è stato uno dei giorni con il maggior afflusso di visitatori che la Cersaie abbia mai registrato.

Una foto classica della Cersaie: l’ingresso. Luogo perfetto per un selfie (a destra nella foto) e specchio del settore (visitatori indiani in primo piano).
Tuttavia, il numero dei visitatori non è di per sé un indicatore affidabile della qualità di una fiera, né tantomeno dello stato di salute di un settore. Già nell’ultima edizione della Cersaie, le premesse economiche e la situazione generale del comparto ceramico non erano certo rosee. Eppure, la Cersaie 2023 è stata una buona edizione, caratterizzata da un’atmosfera positiva.
Se si potrà trarre una conclusione simile per la Cersaie 2024 è tutto da vedere. Molti esperti del settore sono ormai piuttosto pessimisti. E non è una sorpresa: i dati negativi dell’edilizia in tutta Europa, insieme alla riduzione della produzione e al calo del fatturato nell’industria, generano grande preoccupazione. I commenti positivi degli espositori ci sono sembrati, quest’anno, più dettati da un ottimismo di facciata. Del resto, non si partecipa a una fiera costosa come quella di Bologna per lamentarsi con i clienti.

Quando si può dire che una fiera è buona e di successo? I corridoi affollati, da soli, non sono un indicatore sufficiente…
Un settore in modalità „stand by“
Il settore delle piastrelle sembra essere in una sorta di modalità “stand by”. Le aziende che possono permetterselo investono in produzione e showroom, con la speranza di farsi trovare pronte quando il mercato riprenderà. Tuttavia, non tutte avranno le risorse finanziarie per superare indenni questo periodo difficile – basta guardare all’industria tedesca delle piastrelle.
Una nuova ondata di consolidamenti nel settore industriale sembra inevitabile. L’Europa non ha bisogno di 300 stabilimenti di produzione di piastrelle. È un peccato per molti marchi tradizionali e naturalmente per i lavoratori, ma questa è la realtà dell’economia di mercato. Basta scorrere la lista degli ex produttori tedeschi, un tempo presenti a Bologna, per capire quale sarà la direzione anche per l’industria ceramica europea.
I vuoti nei padiglioni sono stati abilmente mascherati dagli organizzatori attraverso ristrutturazioni e cambiamenti di layout. In conferenza stampa, si è lodata l’elevata presenza di visitatori stranieri, in particolare provenienti da India e Africa. Tuttavia, l’elevato numero di visitatori indiani dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per il settore: gli indiani sono i nuovi cinesi. Stanno inondando il mercato con importazioni a basso costo, che nel caso dei cinesi sono almeno parzialmente frenate da dazi doganali. Questa situazione preoccupa molto sia gli italiani che gli spagnoli: non è da escludere che pesanti dazi sulle importazioni indiane arriveranno presto.

Uno sguardo alla conferenza stampa internazionale: un tempo era più pomposa e affollata.
A proposito di conferenza stampa: il fatto che il settore debba stringere la cinghia si è visto anche dall’organizzazione dell’incontro annuale tra fiera e stampa. Negli anni passati, l’evento si teneva in location spettacolari, come antichi palazzi del centro di Bologna, e culminava con la consegna dei premi per i rivenditori. Quest’anno invece si è puntato al risparmio. La conferenza si è tenuta in un’area d’uscita del quartiere fieristico, e secondo noi c’erano molti meno giornalisti rispetto agli anni precedenti. Il premio stampa era stato già assegnato in anticipo, e durante la conferenza non si è nemmeno svolta la cerimonia di consegna. Il fatto che durante la conferenza i rappresentanti italiani non abbiano quasi fornito dati concreti sulla situazione di mercato è stato, per molti presenti, un chiaro segnale che i numeri non sono affatto positivi.
Il mercato tedesco preoccupa
In particolare, il mercato tedesco desta grande preoccupazione per gli italiani. Per decenni, la Germania è stata uno dei motori principali dell’export ceramico. Ora però il gigante barcolla. Una delegazione dell’associazione tedesca AG Fliesen ha partecipato per la prima volta alla Cersaie come ospite della Confindustria Ceramica, per spiegare ai colleghi italiani il contesto e le problematiche specifiche del mercato tedesco.

Presso lo stand di Schlüter-Systems abbiamo incontrato Michael Hölker (a sinistra), direttore generale di BDB, la presidente BDB Katharina Metzger e Reinhard Fensky (a destra) dell’AG Fliese, presenti alla Cersaie di Bologna per colloqui con l’associazione italiana dei produttori CONFINDUSTRIA CERAMICA. Günther Broeks, direttore vendite e procuratore generale di Schlüter-Systems, ha accolto con piacere la visita al proprio stand.
Anche la Cersaie, così come l’intero settore, è cambiata profondamente. Non è più una vera fiera d’ordine. A Bologna si compilano sempre più raramente fogli d’ordine. Questo avviene ormai più tardi, nei comitati prodotto della distribuzione o direttamente negli stabilimenti dei produttori. Anche quest’anno, alcuni grandi nomi del settore hanno attirato i clienti con servizi navetta privati e presentazioni sfarzose delle novità direttamente a Sassuolo. Avevamo già criticato l’anno scorso il fatto che questa tendenza rappresenti un serio rischio per il futuro della Cersaie. Un problema simile, tra l’altro, affligge anche la Cevisama di Valencia.
Neppure una fiera delle tendenze è più la Cersaie. Se in passato visitatori e stampa andavano a caccia del “Sacro Graal” delle nuove tendenze, ormai da anni si fa fatica a trovare idee di design davvero spettacolari o nuovi trend cromatici. L’evoluzione della tecnologia a getto d’inchiostro ha reso i prodotti sempre più simili tra loro nei settori della decorazione, dei colori e del design. Le copie delle serie di successo si realizzano in tempi sempre più brevi. Non sorprende quindi che il rapporto sulle tendenze presentato alla conferenza stampa di quest’anno offrisse ben poche novità illuminanti.

La tecnologia Shape-Ink mette in risalto la struttura delle piastrelle in armonia con la grafica. Qui, foglie…
Glossy-Ink e Shape-Ink sono i nuovi trend
Il settore si concentra quindi nuovamente sulle proprietà tecniche della ceramica. Le tecniche di smaltatura diventano sempre più raffinate ed elaborate. Ad esempio, con l’impiego di adesivi applicati tramite tecnologia digitale (procedimento Glossy-Ink) si possono ottenere nuovi effetti lucidi, percepibili anche al tatto. Un’altra novità è la tecnologia Shape-Ink, che consente di mettere in risalto la struttura delle piastrelle in armonia con la grafica. Due tecniche utilizzate in particolare per le imitazioni di pietra naturale. In questo modo è possibile realizzare decorazioni naturali o superfici effetto legno praticamente infinite, senza ripetizioni visibili.
Cosa resterà della Cersaie 2024?
Il settore dovrà prepararsi ad affrontare un altro anno difficile. Soprattutto in Germania, un miglioramento significativo che possa rivitalizzare l’edilizia residenziale e il settore dei progetti sarà probabilmente visibile solo dopo le prossime elezioni.
E una cosa è certa: le conferenze stampa nei palazzi storici del centro avevano più stile.
E Bologna senza taxi… proprio non funziona!
Una panoramica delle nostre quasi 30 video-interviste è disponibile qui:
Video Cersaie Impressionen:






